Voglio andare controcorrente. 

Ogni giorno conosco nuove piccole e piccolissime attività aziendali che mi rendono fiducioso per il futuro. Sono aziende molto focalizzate, che spesso offrono qualcosa di unico (o che fanno quello che fanno in modo unico) e raggiungono risultati di altissima qualità. 

Sono aziende dalla grande potenzialità, che se riusciranno a superare questa fase critica (per alcune sarà particolamente complicata la risalita), capiranno come vendere oggi (anzi, come venire acquistati) e impareranno a organizzarsi meglio, avranno buone prospettive di sviluppo economico. 

Il binomio “Piccolo + Generalista” non ha futuro. Vendere roba che trovo da mille altre parti o servizi generici è un suicidio economico nell’era digitale. Da qui si deve ripartire. Non c’è più margine, ognuno deve scovare al più presto la propria nicchia, e ricavarci dentro il proprio spazio, la propria montagnola su cui piazzare la sua bandierina. Altrimenti sarà solo una lenta agonia. Non solo, bisognerà imparare a tenere sempre le antenne puntate verso il mercato, per adeguarsi e rispondere rapidamente e nel modo corretto ai cambiamenti che inevitabilmente ci saranno in futuro.

Nicchia, qualità superiore, reputazione, facilità di acquisto di ciò che si propone, genuinità e unicità della propria storia e conseguente capacità di creare relazioni realmente “umane”. Queste sono le parole chiave. Roba vera, roba solida. Roba che nessuna tecnichetta di marketing può scalfire.

È vero che alcune aziende, sempre al di là della crisi, purtroppo non avranno futuro. Per il tipo di prodotto o servizio offerto, per il come si vende, per l’incapacità da parte della proprietà di interpretare il mondo di oggi o per la mancanza di motivazioni o di volontà di uscire dalla propria zona di confort, dovuta spesso all’età o all’abitudine ormai cristallizzata alla routine. 

Le dinamiche di mercato sono radicalmente diverse da quelle di solo dieci anni fa. Oggi non si vende, oggi si viene acquistati. Sta tutto nel capire questo. E naturalmente grande spinta lo darà il mettersi in rete, anche a livello locale, ma in modo realmente organico, per creare maggiore consistenza e dare valore aggiunto ai propri mercati di riferimento.

La società, e con essa il mercato, sono in continua evoluzione, e lasciando stare tutte le critiche possibili alla società contemporanea (la storia è un processo), è evidente che la sensibilità media nei confronti delle tematiche più critiche e attuali, sia a livello locale che globale, sia in costante crescita. Crescente maturità significa maggiore consapevolezza nelle scelte d’acquisto. E visto che è proprio il mercato che determina l’offerta, da questo discende la mia fiducia nei confronti della piccola e della microimpresa.

E quindi andrò controcorrente, ma per me il futuro non è dei big player, a cui credo col tempo rimarranno solo i prodotti più standardizzati, ma soprattutto delle realtà più piccole, che se capiranno qual è il campo da gioco di oggi, creeranno spazi esclusivi di sviluppo e coltivazione di relazioni umane, di riconoscibilità e di reputazione e capiranno come si vende nell’epoca del digitale, potranno concretamente ambire a un futuro di crescita.